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Lo statuto del coro "Città di Forlì" impegna il coro stesso in una continua attività di ricerca in campo musicale. E' stata una scelta precisa, voluta dal m° Nella Servadei Cioja e dai coristi che hanno fondato l'associazione.

Questa attività ha portato, nel tempo, alla riscoperta ed alla valorizzazione di autori poco noti o addirittura dimenticati.

Caratteristica fondamentale di questa attività di ricerca è che la stessa si rivolge esclusivamente ad autori nati in Romagna. Il coro "Città di Forlì" privilegia lo studio, l'esecuzione e la diffusione di musica corale, popolare e classica, scritta da questi autori.

Come diretta conseguenza di questa scelta, al piacere della riscoperta si è perciò unita una caratteristica di grande valenza culturale: il coro "Città di Forlì" ha una sua personalità ben precisa, legata al fatto di eseguire un repertorio del tutto originale ed unico al mondo.

Bonaguri, Paolo
Nato a Forlì nel 1927, ha studiato privatamente pianoforte e organo ma si è dedicato principalmente alla composizione. Ha studiato armonia sotto la guida del m° Luigi Bettucci e contrappunto con il m° Cesare Martuzzi. Ha composto brani di musica sacra e di musica profana per coro, per pianoforte, organo,chitarra classica, orchestra d'archi e quartetto.
Ha curato la trascrizione, rielaborazione e revisione dell'opera musicale di Don Gaetano Lugaresi, di mons. Giuseppe Prati (don Pippo) e di Piero Maroncelli.
Sua è una Suite Romagnola in cinque tempi per orchestra (comprendente elaborazioni di altrettanti motivi tradizionali romagnoli) eseguita in diverse occasioni in Romagna, una Suite natalizia per orchestra di violoncelli, la Canzone per Benedetta per mezzosoprano, coro femminile e organo scritta in ricordo di Benedetta Bianchi Porro. Sue alcune cante romagnole quali La preghira de suldé e Fa la nàna.
Ha collaborato con padre Pellegrino Santucci alla realizzazione del volume Canterini romagnoli contenente tutte le partiture corali di Cesare Martuzzi.
Lo stile compositivo, pur essendo vario (per la grande varietà di musiche scritte) è rimasto sostanzialmente ancorato ai canoni classici della musica tonale.

Ceccarelli, Alberto
Nato a Forlì nel 1915, allievo di Cesare Martuzzi, ha retto, dal 1946 al 1953, la cattedra di ottoni presso il liceo musicale "Angelo Masini" di Forlì passando poi alla direzione dell'Istituto Musicale di Terni dove risiede tuttora.
E' apprezzato autore di numerose composizioni strumentali (tra cui una Fantasia per violino e pianoforte, premiata al concorso internazionale di Vercelli) di brani per voce solista e accompagnamento strumentale, di brani per coro e di cante romagnole queste ultime tutte su testo dialettale di Aldo Spallicci o di Aurelio Soprani. Fra le più note, si ricordano La prema viola, La stré, E' pasaròt, Una fola, La stré de Sèl. Le cante sono pubblicate in tre quaderni di proprietà dell'autore.

Chieffo, Claudio
E' il pioniere dei cantautori di ispirazione cristiana. Da oltre trent'anni porta in concerto le sue canzoni nei teatri, nelle sale, nelle chiese e nelle piazze per testimoniare la sua cristianità. La sua fama ha varcato da tempo i confini del nostro paese e le sue canzoni sono state tradotte in tutte le lingue europee compreso il polacco, lo sloveno ed il russo. Esiste anche una versione dei suoi brani in lingua swahilji. Molti suoi canti sono entrati nel repertorio della musica liturgica italiana. Le sue più recenti incisioni "I cieli" e "Liberazione" raccolgono 28 canzoni scelte tra quelle che meglio esprimono il sentimento cristiano che tutta la sua musica intende esprimere.

Dragoni, Giovanni Andrea

Maroncelli, Piero
Inizia gli studi musicali al Conservatorio di Napoli assieme a famosi musicisti quali Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti. Espulso perchè appartenente ad una setta massonica, si trasferisce a Bologna assieme a Donizetti e poco dopo viene arrestato per aver scritto musica ritenuta sovversiva. Tradotto al carcere duro dello Spielberg assieme a Silvio Pellico subisce le vicissitudini narrate nelle " Mie prigioni". Liberato nel 1830, va esule a Parigi e poi a New York dove riprende a comporre e dove dirige il coro della chiesa francese e la locale Società Filarmonica. I suoi scritti musicali sono andati quasi totalmente perduti ad eccezione di un "Tantum ergo" conservato nella Biblioteca Comunale di Forlì e alcuni altri brani conservati a Bergamo tra i quali questo "Gloria Patri" revisionato e trascritto dal m° Paolo Bonaguri.

Martuzzi, Cesare
Nato ad Alfonsine nel 1885 ma forlivese di adozione dove ha sempre vissuto ed operato fino alla sua morte avvenuta nel 1960, è considerato fra i compositori più geniali espressi dalla Romagna nel XX secolo. Dopo gli anni giovanili della formazione musicale fu a lungo direttore di cori presso diversi teatri della Penisola. Il suo incontro con il poeta Aldo Spallicci diede origine al fortunato sodalizio che consentì la nascita delle cosiddette Cante della nuova Romagna, una serie di canti popolari assolutamente fedeli allo spirito ed alla voce della terra di Romagna, tanto da raggiungere un immediato e larghissimo successo presso il pubblico che si riconobbe e si rispecchiò in quei brani pieni di schiettezza, vitalità e fascino.
Direttore del liceo musicale "Angelo Masini" di Forlì dal 1927 al 1944, è stato il fondatore e direttore del coro dei Canterini Romagnoli e, nell'immediato dopoguerra, della Polifonica Forlivese "Canterini Romagnoli" formazione, quest'ultima, con la quale cercò di perseguire l'obiettivo della formazione di un gruppo polifonico in grado di affrontare e assimilare i grandi valori della polifonia classica. In vita, Cesare Martuzzi pubblicò o consentì che si pubblicassero solo 13 delle sue cante. Una raccolta di 29 cante venne poi pubblicata nel 1968 ad opera dell'editore faentino Angelo Galletti ed a cura di padre Pellegrino Santucci con la collaborazione del m° Paolo Bonaguri.

Noferini, Giordano
Nato a Forlì nel 1934, allievo di Pia Damerini Bissi al Liceo Musicale di Forlì e del m° Desderi presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna dove si diploma, giovanissimo, in composizione e strumentazione per banda. Per anni è stato accompagnatore fisso al pianoforte dei più celebri cantanti lirici roagnoli del tempo, da Carlo Zampighi a Wilma Vernocchi. Dimostra grandissime doti musicali che lo portano, in breve tempo, alla ribalta nazionale. Dirige a Forlì varie formazioni orchestrali ma soprattutto resta celebre una memorabile edizione del melodramma pucciniano Le Villi da lui diretta il 23 marzo 1959 al Teatro Duse di Bologna. Come compositore è da ricordare per una Ouverture drammatica, una Invenzione per archi e per le musiche di scena per la Secchia rapita eseguite con successo al Teatro Regio di Parma e per alcune composizioni di carattere sacro.. Nel 1974 viene nominato direttore del Conservatorio G.B.Martini di Bologna, primo romagnolo a ricoprire questo prestigioso incarico. La sua brillante carriera viene stroncata dalla morte avvenuta nel 1977.

Paganelli, Giuseppe
Nasce a Forlì il 16 luglio 1882, si diploma a soli 17 anni in cornetta, frequenta corsi di armonia e composizione presso l'Accademia di S.Cecilia a Roma dove, per puro caso, viene notata la bellezza della sua voce. Debutta a Milano nel 1905 in Elisir d'amore e nel Don Pasquale con immediato e grandissimo successo che lo porta ad esibirsi in tutti i ruoli, adatti alla sua straordinaria voce di tenore di grazia. Il grande ed inatteso successo segna l'inizio di un lungo nomadismo artistico che lo porta in ogni parte del mondo ovunque acclamato per il fascino della sua voce dolcissima e carezzevole. Fra le recitazioni di maggior spicco del tenore forlivese, si ricordano anche il Barbiere di Siviglia rossiniano (andato in scena all'Operà di Parigi nel 1918), Il matrimonio segreto, il Rigoletto, Lucia di Lammermoor, Manon di Massenet. Nel 1926 si stabilisce definitivamente a Città del Capo in Sud Africa dove promuove l'allestimento di opere italiane e dove prosegue l'attività di compositore, da sempre abbinata a quella di cantante, che culmina con la composizione dell'Oratorio Passion Play eseguita nel 1945 che richiama complessivamente un uditorio di sedicimila persone. Muore a Città del Capo nel 1956.

Prati, Don Giuseppe (Don Pippo)
Sacerdote, educatore, oratore, pubblicista, fu anche musicista dilettante dotato di una felicissima ispirazione. Ha scritto litanie, motetti, inni, laudi e una messa a 2 voci. Alcuni testi sono di mons. Adamo Pasini ma altri sono tratti da raccolte popolari di poesia sacra. Popolarissimo è l'inno Di vivida fiamma dedicato alla Madonna del Fuoco e scritto nel 1928 in occasione del V centenario del prodigioso evento. Altro brano notissimo è O Dio nascosto composto per il Congresso Eucaristico Diocesano del 1935. Dopo un lungo oblio, anche tutta l'altra musica di don Pippo è stata riscoperta dal coro "Cittò di Forlì", sollecitato in questo suo lavoro da mons. Sergio Scaccini, e riproposta a partire dalla Messa dell'Artista del 1992. In particolare la Messa a 2 voci, armonizzata dal m° Paolo Bonaguri è stata eseguita più volte in molte chiese della nostra Diocesi. Nel 2002 in occasione del 50° anniversario della morte il coro ha anche pubblicato un disco dedicato completamente alle musiche di questo autore.

Raffaelli, Michele
Nato a Forlì nel 1926, nel 1955 si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Bologna ed esercita tutt'ora la professione forense. Ha affiancato alla sua professione l'attività di musicista e di musicologo avendo studiato per tre anni (1942/43/44) violoncello presso il Liceo Musicale "A.Masini" di Forlì con il m° E. Da Brai (primo violoncello dell'orchestra del Teatro Comunale di Forlì) e solfeggio e armonia con il m° Cesare Martuzzi. Come musicologo è autore delle seguenti pubblicazioni : "Angelo Masini il tenore angelico" , "Il Teatro Comunale di Forlì nella vita musicale italiana" e "Musica e Musicisti di Romagna". E' intervenuto ed interviene su pubblicazioni di carattere storiografico e di musicologia.

 
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